Albergo Siena.
Il morso del serpente nell'ultima giornata castiga Pesaro, lascia senza niente in mano Treviso, fa vivere almeno una giornata di felicità alla Fortitudo che tiene Bologna nei play off, concede a Cantù di fare un altro piccolo miracolo. Verdetti speciali e crudeli, ma anche premi meritati e il Montepaschi Siena lascia la riva del campionato con l'augurio di buon viaggio per il suo fine settimana europeo a Madrid, portandosi dietro i coriandoli per l'ultimo record in una stagione di primati: dopo le 17 vittorie consecutive all'inizio ecco il capolavoro dei 31 successi in un torneo a 18 squadre, sola sulla torre più alta con un congedo che fa diventare sale persino una bella squadra come Capo d'Orlando sconfitta 103-46, 57 punti di scarto, il quarto di tutti i tempi nell'esplorazione degli abissi nazionali.
Certo Sacchetti ha fatto riposare Pozzecco, pensando al quarto di finale che dovrà affrontare contro Avellino, ma Siena aveva voglia di devastare (30-6 in avvio, 61-14 a metà partita) ripulendo il motore prima di concentrarsi sul Maccabi che troverà venerdì nella Vecchia Castiglia, e alla fine ha mandato in campo per 19 minuti Terrell McIntyre, il miglior giocatore nella stagione scudetto dell'anno scorso, il regista con fucile operato un mese fa al piede sinistro, vedendogli fare cose abituali 4 su 7 al tiro, 5 assist, ma anche speciali come i 5 rimbalzi.
Chi resta sulla riva di questo fiume guarda Roma che si tiene il secondo posto peccando come al solito anche contro la Virtus Bologna, ma trovando in Lorbek la sublimazione di un campionato che il ragazzo sloveno chiude con 32 punti, 4 su 4 da 3, 11 rimbalzi in 35'. Una meraviglia che ora dovrà essere verificata dalla Tisettanta Cantù che è andata a prendere il suo oro a Rieti, complicando tutto, dopo essere andata avanti di 18, con l'espulsione di Brown, salvandosi con gli ultimi tiri liberi.
Cantù al settimo posto ha voluto dire castigo definitivo per la Scavolini Pesaro battuta in casa da Avellino che ha avuto in Williams, ex canturino, il gigante da 24 punti e 15 rimbalzi
Hotel Siena.
martedì 29 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
Albergo Siena
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Firenze
SANITA':SIENA, TELEMEDICINA PER PAZIENTI IN LISTA TRAPIANTO
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(AGI) - Siena, 24 apr. - Telemedicina e rete cablata in aiuto ai pazienti in lista d'attesa per un trapianto di cuore.
Queste, in sintesi, le caratteristiche di un progetto unico in Italia che rende Siena, prima citta' cablata, centro d'eccellenza per le nuove tecnologie e la medicina. Al policlinico Santa Maria alle Scotte e' appena partito un progetto, in collaborazione con Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi, Engineering Ingegneria Informatica e Medic4all, per monitorare costantemente i pazienti in lista d'attesa per un trapianto di cuore o in valutazione per l'inserimento in lista, in cura presso la Cardiochirurgia dei Trapianti diretta dal dottor Massimo Maccherini. "Siamo particolarmente orgogliosi - osserva il Sindaco di Siena, Maurizio Cenni - che la cablatura della nostra citta' possa contribuire al monitoraggio della salute dei pazienti in attesa di trapianto di cuore. Siena si conferma una citta' solidale e attenta alle categorie piu' bisognose: per questo abbiamo accolto con entusiasmo l'idea di collaborare al progetto, offrendo il nostro contributo alla realizzazione di un'iniziativa altamente innovativa e mirata alla salvaguardia dei cittadini". Come funziona il sistema? "Ad ogni paziente - spiega Maccherini - viene fornito uno strumento, simile a quello comunemente usato per misurare la pressione, in grado di analizzare sette diversi parametri vitali, quali la pressione distolica e sistolica, la frequenza cardiaca e respiratoria, l'ossigenazione del sangue, la temperatura e l'elettrocardiogramma. " I valori misurati vengono trasmessi in tempo reale alla postazione di controllo nell'ambulatorio ospedaliero. "Poter controllare i pazienti - aggiunge Maccherini - e' di fondamentale importanza dal punto di vista clinico perche' permette di intervenire tempestivamente se i dati peggiorano all'improvviso o mostrano un trend in peggioramento. In Italia la mortalita' in lista d'attesa e' circa del 9% ed e' in peggioramento, ogni anno perdiamo pazienti in attesa di un trapianto salvavita per complicazioni improvvise". Importante e' anche la ricaduta scientifica del progetti. "Estendendo il sistema anche a pazienti che sono in valutazione trapianto, ma non ancora in lista - continua Maccherini - si puo' capire come variano nel tempo parametri di particolari e gravi forme di scompenso cardiaco". Il progetto trasforma l'ambulatorio day-hospital del programma trapianti cuore delle Scotte in un vero e proprio ambulatorio domiciliare, perche' i parametri vitali vengono letti a distanza in tempo reale. "La possibilita' di salvare vite umane, riducendo la mortalita' in lista d'attesa - conclude Maccherini - e' il primo e piu' importante obiettivo da raggiungere e per questo ringraziamo la Fondazione Monte dei Paschi, che finanzia il progetto, e il Comune di Siena". (AGI)
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(AGI) - Siena, 24 apr. - Telemedicina e rete cablata in aiuto ai pazienti in lista d'attesa per un trapianto di cuore.
Queste, in sintesi, le caratteristiche di un progetto unico in Italia che rende Siena, prima citta' cablata, centro d'eccellenza per le nuove tecnologie e la medicina. Al policlinico Santa Maria alle Scotte e' appena partito un progetto, in collaborazione con Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi, Engineering Ingegneria Informatica e Medic4all, per monitorare costantemente i pazienti in lista d'attesa per un trapianto di cuore o in valutazione per l'inserimento in lista, in cura presso la Cardiochirurgia dei Trapianti diretta dal dottor Massimo Maccherini. "Siamo particolarmente orgogliosi - osserva il Sindaco di Siena, Maurizio Cenni - che la cablatura della nostra citta' possa contribuire al monitoraggio della salute dei pazienti in attesa di trapianto di cuore. Siena si conferma una citta' solidale e attenta alle categorie piu' bisognose: per questo abbiamo accolto con entusiasmo l'idea di collaborare al progetto, offrendo il nostro contributo alla realizzazione di un'iniziativa altamente innovativa e mirata alla salvaguardia dei cittadini". Come funziona il sistema? "Ad ogni paziente - spiega Maccherini - viene fornito uno strumento, simile a quello comunemente usato per misurare la pressione, in grado di analizzare sette diversi parametri vitali, quali la pressione distolica e sistolica, la frequenza cardiaca e respiratoria, l'ossigenazione del sangue, la temperatura e l'elettrocardiogramma. " I valori misurati vengono trasmessi in tempo reale alla postazione di controllo nell'ambulatorio ospedaliero. "Poter controllare i pazienti - aggiunge Maccherini - e' di fondamentale importanza dal punto di vista clinico perche' permette di intervenire tempestivamente se i dati peggiorano all'improvviso o mostrano un trend in peggioramento. In Italia la mortalita' in lista d'attesa e' circa del 9% ed e' in peggioramento, ogni anno perdiamo pazienti in attesa di un trapianto salvavita per complicazioni improvvise". Importante e' anche la ricaduta scientifica del progetti. "Estendendo il sistema anche a pazienti che sono in valutazione trapianto, ma non ancora in lista - continua Maccherini - si puo' capire come variano nel tempo parametri di particolari e gravi forme di scompenso cardiaco". Il progetto trasforma l'ambulatorio day-hospital del programma trapianti cuore delle Scotte in un vero e proprio ambulatorio domiciliare, perche' i parametri vitali vengono letti a distanza in tempo reale. "La possibilita' di salvare vite umane, riducendo la mortalita' in lista d'attesa - conclude Maccherini - e' il primo e piu' importante obiettivo da raggiungere e per questo ringraziamo la Fondazione Monte dei Paschi, che finanzia il progetto, e il Comune di Siena". (AGI)
sabato 19 aprile 2008
Albergo Siena
Siena, città di hotel e alberghi. Cosa c'è di meglio di un hotel Siena? Ma un albergo Siena!
martedì 15 aprile 2008
Albergo in Siena
Continuano le novità per migliorare la viabilità di Siena Nord. Una funzione importante sarà quella della futura ¨circonvallazione di Montarioso¨, che collegherà strada Chiantigiana direttamente con il raccordo che conduce allo svincolo Siena Nord sull´Autopalio. I Comuni di Siena e di Monteriggioni, in accordo con Provincia, Regione ed Anas, hanno infatti ipotizzato una nuova viabilità che consenta di snellire il traffico nell´area di Fontebecci permettendo l´immissione diretta dalla superstrada Siena-Firenze sulla strada Chiantigiana attraverso un nuovo tracciato stradale che dovrebbe lambire il Centro Commerciale di Montarioso, il Palazzetto dello Sport del Costone e la nuova struttura alberghiera che sta nascendo nella zona. È infatti in costruzione un nuovo albergo che deriva da una variante urbanistica di circa dieci anni fa, quando il PRUSST (un atto di programmazione provinciale dello sviluppo economico) sostituì la vecchia previsione industriale con la possibilità di realizzare una struttura turistico ricettiva. Infatti nella zona di Montarioso il precedente Piano Regolatore consentiva di ampliare la zona produttiva che comprendeva la Tipografia ed altre attività artigianali minori. Condizione preventiva per la realizzazione dell´albergo è stata la progettazione di una nuova viabilità che da una parte evitasse di sovraccaricare l´attuale via di Montarioso e dall´altra fosse il primo tratto della futura circonvallazione¨. L´impresa che realizzerà l´albergo si è assunta l´onere, in parte diretto ed in parte in sostituzione di oneri di urbanizzazione, del valore complessivo di oltre un milione di euro, per costruire la prima parte del nuovo percorso stradale nonché le opere di arredo urbano connesse. Nel quadro della riqualificazione urbanistica dell´area, il Comune di Monteriggioni sta trattando con la società Betonval per il trasferimento dell´attività ed il recupero dell´area industriale con una destinazione ad uffici e direzionale. Dato inoltre che il quartiere di Montarioso si è sviluppato in parte senza un adeguato impianto fognario, le iniziative edilizie in corso saranno anche l´occasione per la realizzazione di nuovi collettori pubblici.
venerdì 11 aprile 2008
Albergo Siena
Cinquantamila abitanti, una corsa di cavalli famosa nel mondo, una banca a fare da colonna vertebrale alla città, e finalmente una gran bella squadra di pallacanestro, Siena rappresenterà nella Final Four d´Eurolega un basket italiano col quale c´entra poco o nulla: funzionando lei benone, e il resto piuttosto male, lo precede di anni luce. Prima in classifica con 56 punti (+16 sulla seconda), due sole partite perse su 30, un´attesa di inevitabile bis dello scudetto vinto nel 2007 (dopo il primo, del 2004), Siena ha rivolto all´Europa voglie e progetti. Li misurerà contro città, società, squadre, tutte più grandi e grosse. E´ il fascino orgoglioso della sua sfida.
Se ogni torre, quaggiù, designa una patria, ci sono due senesi a reggerne la bandiera, diarchia ristretta e perfetta. Né l´uno né l´altro hanno mai avuto altra piazza che il Campo: Simone Pianigiani, allenatore, dirige in palestra, Ferdinando Minucci, general manager, sovrintende al resto, dentro e fuori. Allevato per anni il primo come vice di tanti coach, decise il secondo, un bel giorno, che toccasse a lui ereditare la bottega: lavoro e risultati l´hanno già issato tra i migliori. La squadra, come usa, è una multinazionale: pure in odor d´eresia, nelle odierne guerre di religione per la difesa del giocatore autoctono. Ha italiani in quintetto tali per matrimonio (Eze dalla Nigeria, Stonerook dall´Ohio), un altro paio ne pesca dalla panchina (Carraretto e Ress). «Ma abbiamo vinto 7 scudetti giovanili negli ultimi 6 anni - salva l´anima Minucci -, destiniamo un milione annuo al vivaio, teniamo in rete 200 società e 3.500 ragazzi della zona, che sono pure investimenti sul pubblico che verrà. Sappiamo però che per competere in Europa servono le armi, e le regole, dei migliori. Se c´è un mercato libero, devo essere libero». A Mosca, nella gloriosa Armata Rossa favoritissima per la coppa, l´unico russo che gioca è Holden: l´anagrafe dice Pittsburgh, Ohio, poi gli cambiò passaporto un decreto presidenziale per meriti sportivi. Così va il professionismo. In Italia, invece, si compete con meno. «Intanto, io non li vedo tutti questi anni luce tra noi e gli altri. E una Coppa Italia l´ho già persa, che a tutti pareva impossibile», smussa i profili il Minucci. Andare in fuga con Siena è stato poi, per ogni singola pedalata, impegno e fatica. «Quindici anni fa, quando entrai, eravamo in A2, saliti dalla B. E non c´era la banca, visto che tanti dicono che, con la banca dietro, sono bravi tutti. C´erano sponsor da trovare, energie da cercare sul territorio, nessun mecenate. Mai avuti, a Siena, e forse questa crisi del basket italiano nasce proprio quando i mecenati, accertata la sproporzione fra spese e risultati, sono scappati, e lì chi aveva idee, progetti, professionalità e competenze rassodate per strada poteva crescere, dentro uno spazio rimasto vuoto. Poi c´è il Monte, certo: che apporta poco oltre la metà dei 10 milioni l´anno che muoviamo, in rigoroso pareggio di bilancio. Ma il Monte entrò poi, ricordo d´averlo corteggiato non meno di 6-7 anni, perché, giustamente, volevano vedere, capire, valutare».
Tutte le ricette di successo, lette dopo, sembrano facili, perfino banali. Gente giusta al posto giusto, tutto lì. E da quando? «Fu l´arrivo di Ataman dalla Turchia, nel 2001, a farci sterzare, dandoci dimensione europea. Lui vinse la Coppa Saporta e centrò la prima Final Four, poi venne lo scudetto di Recalcati, e anche due anni di stasi, risultati negativi, scelte sbagliate, pure mie. Siamo ripartiti con Pianigiani, lui guida la squadra, che facciamo insieme, perché allenatore più manager per me è la formula ideale, e credo che 15 anni siano bastati per capirci qualcosa. Questa Siena piace, ha giocatori di gavetta e non campioni viziati, fa simpatia e prende applausi anche in trasferta, e questo ci ripaga di quando, per tutti, le nostre vittorie sono solo scontate. Poi, tra me e Simone, il legame della senesità conta, anche se so che è un giovane allenatore in carriera e prima o poi andrà via a cogliere frutti. Lì non ci saranno contratti a imprigionarci, solo un consiglio: vincere prima con Siena, in Europa, poi provarci altrove. Mi vedo meno ‘esportabile´ io, anche se qualcuno ha bussato, ma qui ho sempre lavorato, quando era dura spingere, e qui ho un lavoro da finire».
Possono essere mattoni, allora, ed escono dai cassetti le mappe del nuovo PalaMontepaschi, oltre diecimila posti, consegna fra 2010 e 2011: una proposta non solo per i senesi, ma per un´area che guarda l´Umbria e l´alto Lazio, l´aretino e il grossetano. Ma possono essere anche risultati pronto cassa, trofei da alzare. «A Madrid rappresenteremo il basket italiano, e ci saremo solo noi, non come a Barcellona 2003 o a Tel Aviv 2004, quando prima Treviso poi la Fortitudo ci eliminarono. Esser nelle quattro è un successo straordinario, la finale sarebbe un miracolo, vincerla di più. Ma se non è stavolta, un´Eurolega la vinceremo, prima o poi».
Walter Fuochi
Se ogni torre, quaggiù, designa una patria, ci sono due senesi a reggerne la bandiera, diarchia ristretta e perfetta. Né l´uno né l´altro hanno mai avuto altra piazza che il Campo: Simone Pianigiani, allenatore, dirige in palestra, Ferdinando Minucci, general manager, sovrintende al resto, dentro e fuori. Allevato per anni il primo come vice di tanti coach, decise il secondo, un bel giorno, che toccasse a lui ereditare la bottega: lavoro e risultati l´hanno già issato tra i migliori. La squadra, come usa, è una multinazionale: pure in odor d´eresia, nelle odierne guerre di religione per la difesa del giocatore autoctono. Ha italiani in quintetto tali per matrimonio (Eze dalla Nigeria, Stonerook dall´Ohio), un altro paio ne pesca dalla panchina (Carraretto e Ress). «Ma abbiamo vinto 7 scudetti giovanili negli ultimi 6 anni - salva l´anima Minucci -, destiniamo un milione annuo al vivaio, teniamo in rete 200 società e 3.500 ragazzi della zona, che sono pure investimenti sul pubblico che verrà. Sappiamo però che per competere in Europa servono le armi, e le regole, dei migliori. Se c´è un mercato libero, devo essere libero». A Mosca, nella gloriosa Armata Rossa favoritissima per la coppa, l´unico russo che gioca è Holden: l´anagrafe dice Pittsburgh, Ohio, poi gli cambiò passaporto un decreto presidenziale per meriti sportivi. Così va il professionismo. In Italia, invece, si compete con meno. «Intanto, io non li vedo tutti questi anni luce tra noi e gli altri. E una Coppa Italia l´ho già persa, che a tutti pareva impossibile», smussa i profili il Minucci. Andare in fuga con Siena è stato poi, per ogni singola pedalata, impegno e fatica. «Quindici anni fa, quando entrai, eravamo in A2, saliti dalla B. E non c´era la banca, visto che tanti dicono che, con la banca dietro, sono bravi tutti. C´erano sponsor da trovare, energie da cercare sul territorio, nessun mecenate. Mai avuti, a Siena, e forse questa crisi del basket italiano nasce proprio quando i mecenati, accertata la sproporzione fra spese e risultati, sono scappati, e lì chi aveva idee, progetti, professionalità e competenze rassodate per strada poteva crescere, dentro uno spazio rimasto vuoto. Poi c´è il Monte, certo: che apporta poco oltre la metà dei 10 milioni l´anno che muoviamo, in rigoroso pareggio di bilancio. Ma il Monte entrò poi, ricordo d´averlo corteggiato non meno di 6-7 anni, perché, giustamente, volevano vedere, capire, valutare».
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Possono essere mattoni, allora, ed escono dai cassetti le mappe del nuovo PalaMontepaschi, oltre diecimila posti, consegna fra 2010 e 2011: una proposta non solo per i senesi, ma per un´area che guarda l´Umbria e l´alto Lazio, l´aretino e il grossetano. Ma possono essere anche risultati pronto cassa, trofei da alzare. «A Madrid rappresenteremo il basket italiano, e ci saremo solo noi, non come a Barcellona 2003 o a Tel Aviv 2004, quando prima Treviso poi la Fortitudo ci eliminarono. Esser nelle quattro è un successo straordinario, la finale sarebbe un miracolo, vincerla di più. Ma se non è stavolta, un´Eurolega la vinceremo, prima o poi».
Walter Fuochi
domenica 6 aprile 2008
giovedì 3 aprile 2008
I migliori hotel di Siena
La parola albergo Siena risuona spesso in questo blog...ma qual è veramente il miglior albergo di Siena? Ai posteri l'ardua sentenza, ma possiamo subito dire che gli hotel a Siena sono migliori di quelli del chianti...certo sono costosi, ma per i ricchi vanno bene,
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